Sorpresa di mare autunnale

Sabato scorso la Vagabionda si è fermata in famiglia.

Dato che la mattina era limpida lunga e solitaria, l’ispirazione e la voglia di cucinare sono giunte all’unisono e hanno creato questo…

Una ricetta così stupidamente facile e sorprendentemente profumata che non si può non postare.

Ingredienti per 4 persone – 164 calorie a persona:
2 branzini da 400gr l’uno o 4 piccoli (sconsigliato per la presentazione!)
1 mazzetto di timo
10 foglie di alloro
2 spicchi di aglio
1 arancia bio (solo scorza)

Pulire bene i branzini ed eviscerarli (oppure, farlo fare molto più semplicemente dal vostro pescivendolo di fiducia). Lavarli esternamente e internamente.
Lavare, asciugare e spezzettare il timo.
Sbucciare l’aglio, eliminare l’anima e tagliarlo a lamelle.
Lavare bene l’arancia e tagliare a lamelle la scorza.
Mescolare timo, aglio e arancia e utilizzate il composto per farcire la pancia dei branzini.
Coprire i branzini con le foglie di alloro.

Sdraiarli su una teglia foderata di carta forno precedentemente bagnata e strizzata.
Cuocere a 200° per 25 minuti in forno già caldo.

Vi assicuro che è una vera delizia e che l’aglio non è indigesto! Inoltre a persona pesa solamente 164 calorie.
Un tuffo nel mare quando il cielo comincia ad accogliere le prime desolanti nebbie.

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15 euro, nemmeno la pizza… meglio di una pizza!

Ieri sera, Riccio, il Collegamico e io, abbiamo deciso, per variare un po’ queste grigie e fredde sere di primo inverno, di testare l’altro ristorante ideato dallo chef Cesare Marretti, quello de La Prova del Cuoco.

Siamo stati più volte ospiti del locale in via senza nome, ma mai qua in viale masini.
Forse perché ristorante dell’hotel masini4, forse perché sui viali… ci è sempre sembrato un posto strano in cui andare.

In effetti un po’ strano lo è e la prima impressione non è proprio il massimo. Entri in una hall che accoglie il ristorante in open space. Non capisci se la gente sta mangiando perché è al ristorante o perché è appena uscita da una conferenza. I tavoli sono in mezzo alla sala e la prima cosa che si nota è un buffet – ricco – di dolci e frutta.

Sembra una prima colazione.

Ci sediamo e, prima di toglierci le giacche, arrivano gli antipasti. Come è possibile? Accade perché questo ristorante, dal format semplice e geniale, offre un menù quasi fisso: antipasto a sorpresa, 1 pietanza a scelta e buffet di dolci. Sono compresi acqua, un calice di vino e caffè. Tutto per 15 euro.

La cifra non è modestissima, ma relazionata alla qualità dei piatti, è veramente un regalo (Riccio mi faceva notare che il filetto ordinato a casa al delivery service costa € 16.00 e, vuoi mettere, mangiare in un locale e non nella vaschetta di alluminio?).

Le scelte del piatto principale sono: crudo di mare, cotto di mare, hamburger 300gr, piatto tradizionale, piatto vegetariano. Tutti accompagnati da due generose e gustose fette di pan focaccia, verdura cruda e alla griglia e frutta e serviti nelle estrose ceramiche create anche dall’artista chef.

Io ho mangiato il cotto di mare: una porzione ricca di branzino cotto in maniera semplice, gustoso, non troppo condito ma abbastanza da legare il sapore della carne bianca con quello del dolce olio pugliese. Chicchi d’uva, melanzane e zucchine lo abbracciavano mentre riposava su un letto di fresca insalata mista. Una delizia per occhi e palato.

Il Collegamico si è lanciato nel piatto vegetariano – chiamato Arcimboldo – un formaggio fuso, profumatissimo e caldo su un letto di verdure e frutta.

Il Riccio, che si distingue sempre per il suo gusto un po’ enfant terrible un po’ eighties, si è “pappato” l’hamburger. Un bel polpettone di manzo italiano e americano con mortadella e parmigiano per legare. Chiaramente non mancavano il pan focaccia e la verdura. Riccio non la ama molto ma l’aspetto appetitoso generale l’ha spinto a finire quasi tutto il piatto.

Il buffet di dolci è così ricco e salutare che vorresti mangiare tutto… io ci sono quasi riuscita.

Nella scelta di tre mousse (cioccolato, bianca e caramello), ho provato la prima e l’ho adorata. Così come la torta tenerina, davvero ben fatta. Meno entusiasmante quella alla mela e quella alla crema. Da non perdere i biscottini che sembrano dirti: “ti prego intingimi nel caffé”.

Anche il caffè è self service e free refill. Ottimo tra l’altro.

Il conto non desta alcuna sorpresa: 15 euro, esattamente come promesso.

Due note.
La prima è che la sala è troppo caotica, quindi non dimenticate, al momento della prenotazione di specificare che vorreste stare nella saletta dietro al bar. Sembra più appartata.
La seconda… fate caso ai tre poster scritti a pennarello e appesi alla colonna di entrata. Sono le ricette di quello che andrete a mangiare, scritte e firmate per mano dello chef Marretti.

Conclusione: preferisco questo locale a quello del centro. Decisamente più easy (parcheggio, luogo, prezzo), più leggero e divertente.

 

 È CUCINA 2 - 4 viale Masini Hotel Design, viale masini, 4/3 bologna
346.1366982
cesaremarretti@gmail.com
www.cesaremarretti.com

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Chocolate Cache Coeur

C’è sempre il momento in cui l’inverno decide di sorprenderti.

Il vento pungente misto all’umidità di passa le ossa e niente… nemmeno tre piumini sovrapposti potrebbero riscaldarti dal freddo.
Le mani sembrano due blocchi di ghiaccio, il naso è rosso come quello di un clown, gli occhi versano lacrime…
Credo che da questo week end tutta l’Italia abbia vissuto un momento come questo. Ma io fortunatamente ero a Sarzana.

Fortunata, sì, perché al centro di questa piccola cittadina, nella prima Liguria ancora influenzata dalle vicine terre Toscane, esiste un luogo dove per riscaldarsi basta leggere il menu.

Qui si può cenare, con alcuni piatti davvero scelti, ma la sua fortuna la deve ai golosi dopo cena che propone. Dolci, cioccolate, tè e biscottini… tutto servito con una cura che un po’ stona con l’età media della clientela. Inaspettatamente, infatti, questo luogo è animato da ragazzi (o da adulti con il cuore giovane). La confusione non manca, ma è gioiosa non disordinata e ingestibile.

 

Scegliere non è mai facile perché le crostatine sono artigianali e ultra goduriose, la fonduta di cioccolato, decorata da granelle, è servita con frutta e biscotti da intingere. I tè sono veramente moltissimi e le crepe davvero golose. Non ci sono parole per la bontà di waffle e bomboloni…

Poi, se proprio il dolce non va giù ci sono gli sgabei, tipico cibo locale, pasta fritta lunga da farcire a piacimento e le bruschette…

 

La scelta di bevande calde, fredde e alcoliche non è da meno. Vini, champagne, cappuccini, cioccolate…

 

Questo piccolo angolo di cuore si chiama Ambrosia ed è aperto fino a tardi. Quando il mondo si arresta ma si ha ancora voglia di una coccola, questo è il posto giusto in cui rifugiarsi e, anche se non è un posto economico, un sorriso quando il buio ci avvolge… non ha prezzo.

 

AMBROSIA  – via sobborgo spina 1/3, sarzana, la spezia

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Tirar tardi e mangiar bene

Cominciamo dalla nota dolente: questo posto è veramente caro. Detto questo, tutto il resto e intendo proprio tutto è assolutamente positivo.

Il bar, a pochi metri dal caffé Impero, è pulito, curato, con due aree all’aperto agibili anche d’inverno grazie a stufette riscaldanti.

Il servizio è attento, non gentilissimo ma presente e veloce. La scelta è davvero vasta, si può decidere di gustare un buon caffé (Filicori Zecchini), un caffé estivo, un cappuccino con latte di soia, un cappuccione e anche un caffé montato (caffé mixato a ghiaccio tritato per creare una granita densa da mangiare con il cucchiaino).

 

Al bancone si trovano chicchi di cioccolato, noccioline e zabaione per arricchire il proprio caffé e, all’ora dell’aperitivo un discreto buffet, veramente qualitativo.

Il gelato è naturale, ha un buon sapore e i gusti sono semplici. Il quantitativo che viene dato sul cono non è enorme, ma meglio poco e buono… e se proprio ne volete una quantità esagerata, preparano la focaccia con gelato, questa davvero grande e gustosa.

A pranzo e cena (!) è possibile assaggiare panini semplici, integrali, primi e secondi freddi e caldi. La scelta è davvero imbarazzante.
La pasticceria è buona e anche la frutta, con la quale preparano macedonie, frullati, centrifugati.

Inoltre, non esistono bar aperti tutti i giorni dalle 7 di mattina fino a tarda notte. Quindi se di inverno, viene la voglia improvvisa di un dolcino o di una cioccolata calda (magari post cinema), siate certi di poter fare affidamento su questo caffé.

Questo bar, con orari e scelta ampli e insoliti, offre anche un ambiente gradevole, di classe, un posto dove portare, senza vergogna, anche il proprio capo ufficio.
Magari, al momento del conto sarà necessario chiedere un aumento!

Il caffé, normale o deca (entrambi macinati al momento), costa €1.10, il cappuccino €1.50, di soia € 2.50. Quindi no al portamonete vuoto, se decidete di entrare.

GELATERIA CAFFETTERIA SAVERIO – via dell’indipendenza 37, bologna
http://www.facebook.com/pages/Gelateria-Caffetteria-Saverio/188173734526587?sk=wall

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prezzo fisso… molto zen

 

Amo il giapponese. Forse, è l’unico ristorante etnico in cui mangerei tutte le sere.
Ne ho girati tanti e in tante città, quindi sono decisamente selettiva.

A La Spezia questo è decisamente il migliore.

Ci sono molte persone che non si avvicinano alla cucina giapponese per almeno due motivi. La paura del pesce crudo, base di molte ricette, e il prezzo.

Per il primo problema, a parte che possa farvi orrore, l’abbattimento termico uccide tutti i batteri e lo rende assolutalmente sicuro.

Per quando riguarda il prezzo, in questo ristorante hanno trovato una soluzione, forse banale ma geniale nell’esecuzione.
Prezzo fisso, a pranzo € 11.90, a cena € 19.90 (dolci e bevande esclusi).

A differenza degli all you can eat che ho provato, la selezione qui la fai tu. Non ci sono piattini che girano con un hosomaki striminzito, né buffet di cibo scadente. Ordini tranquillamente à la carte (sono esclusi alcuni piatti, veramente pochi che, se desideri, ordini e paghi a parte) e il cibo arriva presentato nel suo piatto in dimensione normale e secondo la ritualità giapponese.

In genere gli All you can eat, perdono la lentezza rilassante e zen del ristorante giapponese, perché i mini piattini danno l’impressione di mangiare poco e finisci per fare un’abbuffata “…tanto pago uguale“.
Ordinare “normalmente” i piatti ti fa ragionare su cosa ti va e cosa non mangeresti, nello stesso tempo è un modo per provare piatti nuovi a cuor leggero…Attenzione, però, quello che avanzate, deve essere pagato, quindi niente frenesie. Un ordine alla volta, lentamente, assaporando nuovi ingredienti e godendo della bellezza dei piatti.

Piuttosto, se volete risparmiare, non prendete il dolce…  non sono eccezionali, ma non solamente qui… proprio i dessert giapponesi in generale.

Tornerò sicuramente in questo posto. Proverò altri piatti e mi godrò un ambiente piacevole, vivace e diverso. Perché oltretutto l’arredamento è davvero orientale, raccolto, essenziale… 

Ultima nota di colore: un ragazzo lavora alla piastra davanti a tutti. Questo è sia garanzia di trasparenza nella lavorazione dei cibi, sia un tuffo nell’infanzia per chi, come me, è cresciuto davanti a Kiss Me Licia, dove la vita ruotava attorno alla piastra di Marrabbio!

RISTORANTE GIAPPONESE SAKURA – via fiume 45, la spezia
329 6391262 (prenotazione consigliata)
www.ristorantegiapponesesakuralaspezia.com

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biologico, cortese, buono

Siete in via Irnerio, a un metro dal RistòPallotti e volete un caffé? Non volete acquistare una torta o un vassoio di paste? Cercate solamente di concedervi una pausa da tutto per sentirsi un po’ coccolati e riscaldati?

Allora vale la pena fermarsi prima… vi è mai capitato di vedere quest’insegna?

 

Sì, so cosa state pensando, non è propriamente hi-tech o invitante… ma vi assicuro che se mettete da parte le riserve e provate a entrare, scoprirete un posto decisamente più economico della media, pulito e con personale cortese.

Il caffé costa € 1.00, sia in versione deca sia normale, si sale a € 1.20 per quello biologico e poi ci sono varie fasce (comunque non inarrivabili, sono variazioni di 10 cent circa) per il ginseng, il caffé estivo, l’orzo. Miscela Molinari, un gusto senza particolari “urrà!” ma nemmeno “buuuuuuuu!”. Piacevole nel complesso.

Chiaramente è un bar, non una pasticceria, quindi la sezione “mangereccia” è sicuramente acquistata da un fornitore. Però di qualità e con scelta. La brioche integrale al miele è eccezionale, di quelle tagliate a metà e farcite, come farebbe la mamma, il cornetto salato esiste anche in versione mignon con prosciutto crudo (appena tagliato), buon compromesso tra gusto e leggerezza.

Inoltre, e questa è una bellissima abitudine ormai persa nel tempo, il caffé è accompagnato da un piccolo cioccolatino. Quel pensiero in più che ti fa ritornare e rende il caffé al bar Chicco d’Oro un vizio da non perdere!

 

BAR CHICCO D’ORO – via irnerio 13/c, bologna

 

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un caffé sopravvalutato

Mi dispiace scrivere così di un posto molto amato dai bolognesi. E non solo.

La caffetteria Opera Caffé e Tulipani, di via alessandrini, però, per me ha una fama che non è poi supportata da un reale servizio.

La location è graziosa, alle pareti cimeli di stampo famigliare, ricorda un bistrot francese. Anche i tavolini di ferro battuto all’interno creano un’atmosfera sicuramente romantica, così come il pianoforte a mezza coda che troneggia in fondo alla sala.
Opera Caffé e Tulipani ricorda tante cose, ma non trova una sua vera personalità. E trovo incredibile la scritta: “Vietato fotografare il locale” affissa alla parete.  Anzi, non incredibile… proprio presuntuosa!

La colazione è il momento migliore per entrare… il servizio è attento e cortese e la scelta tra dolci e salati è abbastanza ampia. Peccato che un lavoratore comune non riesca a usufruirne: l’orario d’apertura è alle 8.00. Quindi o l’ufficio è nelle vicinanze, oppure bisogna essere in ferie per poter gustare lì una brioche.

Da menu, la scelta di caffé e cappuccini abbastanza ampia… con latte light, latte di soia… peccato che tutte le volte che mi sono azzardata a chiedere qualcosa di diverso o il latte di soia non montava bene o il latte light era finito… o non abbastanza freddo per fare la schiuma a dovere!

La scelta a pranzo è varia, molto casalinga, il che non è un male ma il servizio è davvero brusco, soprattutto se effettuato dalla titolare. Sinceramente, dato che non è un bar economico, mi aspetterei almeno un sorriso in più.

La tragedia totale per me è la sera, l’aperitivo. Non tanto per la scelta di stuzzichini - gradevolmente minore rispetto alla tipica abbuffata dei locali di Bologna – ma per la scortesia che, forse per la stanchezza, tocca livelli davvero inattesi!

Devo dire che di delizioso hanno un déhor vista canale. Peccato che quando questo è in secca, lo spazio sia inagibile perché emana un odore fognario! Ma questo non è colpa dei gestori…

Per concludere, cito dal loro sito:

La colazione è il momento della giornata da sempre più importante e noi “sappimo come si fa!”
Se e’ vero che il buongiorno si vede dal mattino o che il mattino ha l’oro in bocca, allora bisogna annoverare la prima colazione, tra i pasti principali della giornata.
Opera Caffè e Tulipani, situato in Via Alessandrini, rappresenta un punto di riferimento, per tutti gli amanti delle colazioni con la C maiuscola. Sia che andiate di fretta che per un lungo petit déjeuner, offre tutti gli spunti possibili per una colazione al bar con cappuccio e brioches, senza disdegnare però l’orario aperitivo, dove complici, la location affacciata sul fiume bolognese e l’attiva gestione ci offre tutti i giorni, un momento di gustoso relax , ristoro sia per gli occhi che per il palato. Opera Caffè rappresenta ancora, l’ “attimo” di passaggio per gustare un caffè o un paio di drink, prima, durante e dopo cena.

 Vi posso assicurare che non c’è un passaggio di quanto scrivono condivisibile al 100%. Per lo meno da me.
Detto questo è possibile che qualche sabato (ripeto solo quando non vado al lavoro!!!) io possa ricapitare in questo locale. Ma ribadisco: ricapitare!
 
OPERA CAFFE E TULIPANI – via alessandrini 7, bologna
051 245 122
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Light crème caramel

Dato che siamo solo Riccio e io a mangiare le mie ricettine, sono obbligata a seguire guide line per una, massimo due persone. E come tutti coloro i quali imparano a cucinare da soli, sono molto più “forte” sui dolci.

Ecco quindi un versatile budino che, con poche decorazioni, può essere adatto a ogni festa.

Vi mostro la mia proposta per halloween.

 

Ecco la dose per una persona, per un peccato che vale solamente 96 calorie:

Portare a ebollizione 150ml di latte scrremato con una punta di vanillina, una di zafferano e 1/2 cucchiaino di essenza eridania (o fruttosio), aggiungere 1/2 cucchiaino di agar agar (si trova nei negozi bio, erboristerie o natura sì) e sciogliere. Versare il mix nello stampino (io adoro quelli in lattice che non attaccano mai, anche senza aggiunta di grassi!) e lasciare raffreddare due o tre ore a temperatura ambiente. Capovolgere in un piattino e guarnire con poco sciroppo d’agave e uno spruzzo di spray pan light senza zucchero.

Naturalmente è possibile aggiungere frutta a fette per dare colore e rendere adatto questo dessert a ogni stagione. Ottima scelta sono i ribes… lo rendono un dolce finale per una cena natalizia ligh. Se invece la dieta non vi preoccupa  è ottimo sopra una fettina di panettone o pandoro.

Gnum, gnum!

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giovani, carini (ricchi) e colazionati!

 

Mi ricordo quando questo locale ha aperto… aveva alzato la saracinesca da poche ore e io entrai trafelata…
Pioveva, avevo borse e borsine piene di documenti del lavoro e avevo appena parcheggiato.
Vivevo da poco in centro e, per paura della pulizia delle strade, mi ero stampata un elenco con nomi di vie e giorni di rimozione. Peccato che non capissi in quale via fossi. Il confine tra largo respighi e via de’ castagnoli mi è tuttora ignoto.

Sono entrata nel primo negozio che avevo vicino: ITIT, un caffé dalle sembianze internazionali, uno starbucks più confortevole. Presi un caffé e controllai sullo scontrino il nome della via. Ero salva: largo respighi sarebbe stato lavato la settimana successiva.

Forse perché fu portatore di buone notizie, forse perché il format così internazionale ti fa sentire sempre un po’ in vacanza, o ancora perché nessuno ti dà fastidio e puoi lavorare, studiare, leggere o usare il pc (ogni angolo è dotato di presa per la batteria) per tutto il tempo che desideri:  tra me è ITIT è nata una vera love story!

La possibilità di prendere panini, insalate e bibite a libero servizio, il caffé americano che fuma dalla brocca con filtro e la scelta di donuts, biscotti, muffin e adesso anche cupcakes, ricorda le vetrine burrose e colorate di caffenero a Londra.

Da segnalare anche la scelta di té e tisane di filicori zecchini (che credo usino anche per il caffé), emblema di qualità e, ancora, la possibilità di fare un aperitivo a buffet dalle ore 18.00.

A pranzo la scelta può essere calda o fredda, con zuppe e panini dall’ingredientistica ben chiara.


A questo proposito cito ciò che loro stessi hanno pubblicato sulla pagina facebook del locale:

ITIT è un gruppo di persone che, come te, pensa che porre la giusta attenzione a quel che si mangia sia fondamentale. Attenzione alla leggerezza, alla freschezza, agli ingredienti e anche al gusto: che senso ha alzarsi da tavola con il broncio? Per questo mangiamo da ITIT quasi tutti i giorni. Non perché ci lavoriamo. Perché ci piace.

 

Le bevande fresche spaziano dalla pro-logo cocacola alla no-logo bevanda bio al pompelmo di ecor , senza dimenticare l’acqua nelle tre versioni: liscia, gassata ed effervescente.

I caffé e cappuccini sono tantissimi, invernali e estivi, light e con panna.

Quale può essere la nota dolente? Il prezzo. Colazione con Riccio a base di caffé, cappuccino light, una brioche integrale ai frutti rossi (gnum gnum!) e un donut al cioccolato: € 6.30. Un po’ troppo per cominciare un’altra giornata nella nostra Italia in crisi e considerando che il target è molto giovane e studentesco.

 

Ancora una cosa, e questa la scrivo sperando che il gestore legga questo post: non si può bere il cappuccino nei bicchieri di carta perché  (come mi è stato detto al bancone) le tazze finiscono la mattina presto. Comprare un servizio di mug è un investimento obbligato per un locale come questo.

Ma tanto, anche se continueranno a servire nella carta e a esporre prezzi sopra la media, sono affezionata al ricordo di quella sera uggiosa e… ci ritornerò!

 

ITIT – il sandwich café, largo respighi 2, bologna
aperto tutti i giorni dalle ore 8.00 alle ore 21.00
http://it-it.facebook.com/loveitit

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la regina delle non pizze

Da mezzo secolo Bologna si lascia tentare da un profumo unico… filante… peccaminoso.

Se siete amanti della pizza morbida, calda e gustosa ma al contempo siete degli squattrinati senza un momento libero (categoria che la crisi sta allargando a dismisura), vi sarà capitato di mangiarla al trancio.
Se oltre a quanto sopraddetto, siete anche di Bologna (o di passaggio o adottati o comunque in questa città per uno strano motivo), non è possibile che non abbiate visto, odorato, provato… questo piccolo gudurioso ristoro.
Non sto parlando di una pizzeria al taglio, io mi riferisco ALLA pizzeria al taglio di Bologna: pizza Altero.

Nella fattispecie io mi servo dal fondo di via dell’Indipendenza, al numero 33. Ma chi si trovasse nella più ricca e mondana via Ugo Bassi, può godere a pieno dello stesso viaggio sensoriale al numero 10.

Ieri sera, dopo il “bagno di sangue” per caparra/agenzia/benzina che mi sono fatta per la nuova casa, mi sono resa conto che era tardissimo. Nella pratica ero in via Massarenti alle 20.00, con il Riccio in arrivo dopo 20 minuti.
Impossibile arrivare a casa, cucinare e accoglierlo.

Guardo il portamonete e decido: gli telefono e gli propongo una “cenetta a due” da pizzàltero (lo scrivo così perché è così che viene comunemente chiamato). Come non accettare.

Ci troviamo davanti al banco, assaporiamo prima colori e profumi e dopo scegliamo due pezzi di pizza da sovrapporre.
Questo passaggio merita una specifica…

La pizza di Altero è alta, soffice e senza bordature troppo dure, ricca nelle farciture e qualitativamente ottima (non parlo di proprietà nutrizionali ma di materie prime):  la mozzarella sa di latte vero, il gusto dell’olio d’oliva è penetrante e la salsa di pomodoro… è quella “della mamma”.

Ma il vero plus è la “tecnica di degustazione” che la rende qualcosa più di una pizza, una fantastica “non pizza”. I tranci si ordinano due a due, anche di gusti diversi e se ne chiede la sovrapposizione. Esattamente ciò che ho scritto: la sovrapposizione. Due pezzi morbidosi, pomodorosi, profumatissimi uno sull’altro: una specie di panino di pizze plurigusto.

La scelta è ampia nelle farciture: pizze classiche, senza mozzarella e anche bianche (senza pomodoro… ma, a mio parere, rinunciare alla salsa è un delitto perseguibile per legge).

Esiste anche il dessert: la pizza con il cioccolato,  ma devo dire che non mi sono avventurata mai fino a questo punto. Posso prevedere, dato lo smercio, che anche questa sia insuperabile.

E adesso il plus dei plus, due pezzi di pizza farciti sovrapposti: € 4.00 circa. Uno scontrino veramente strepitoso, considerando che quella goduria gastronomica riesce a placare la fame come un pranzo completo di tre portate.

Secondo voi tornerò? Dipendesse da me, andrei anche oggi…

 

PIZZA ALTERO – via dell’indipendenza 33, bologna
 051 234758

PIZZA ALTERO – via ugo bassi 10, bologna
051 226612

www.pizzaltero.com

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